Fonte:La Gazzetta di Reggio
I misteri svelati della Gioconda grazie a droni e tecniche digitali nel libro di Silvano Vinceti
Appuntamento oggi alle 18 all’Auditorium Fellini a Reggiolo
26 maggio 2024
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Reggiolo Oggi pomeriggio (ore 18) all’Auditorium Fellini, Silvano Vinceti, classe 1948, scrittore, saggista, politico e ricercatore, intervistato dal professor Franco Canova presenta il nuovo libro “Il paesaggio della Gioconda fra misteri e suggestioni” (Armando Editore).
Il dipinto della Gioconda affascina l’umanità da secoli avvolto da leggende e misteri. In questa pubblicazione vengono esposte tre scoperte inerenti il famoso dipinto della Gioconda e una concernente la biografia di Leonardo.
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Le prime tre ricerche sono state realizzate con una innovazione del tradizionale metodo dello storico dell’arte, circoscritte a ricerche storiche-documentarie e alle caratteristiche pittoriche e stilistiche dell’artista medesimo. Il nuovo metodo, che trova traduzione nel libro, per la prima volta si è avvalso dell’uso dei droni, della tecnica in digitale, della ricerca con strumenti ottici di quel che non si vede ad occhio nudo.
Le prime due ipotesi relative al paesaggio riguardano il ritrovamento del ponte a cui si è ispirato Leonardo raffigurato nella parte destra del paesaggio nel famoso dipinto: il ponte romano a quattro arcate. I resti di questo ponte, denominato ponte Romito, sono stati ritrovati nel comune di Laterina in provincia di Arezzo. Lo stesso dicasi per la raffigurazione collocata a sinistra del ritratto della famosa Dama dove brillano una sequenza di Balze, o piramidi di terra, presenti fisicamente in Valdarno nell’area territoriale della provincia di Arezzo. La scoperta realizzata nello scorso anno è stata ripresa dalla maggioranza dei mass-media nazionale e internazionali.
La terza, sempre sul paesaggio, è il risultato di una lunga ricerca conclusasi poco tempo fa. Un’altra enigma rinviante alla parte alta del paesaggio a sinistra della Gioconda dovrebbe avere avuto una risposta credibile e fondata. Lo stesso dicasi per l’ultimo viaggio compiuto da Leonardo da Roma in terra di Francia, precisamente ad Amboise dove morì nel 1519. La seconda parte del libro è dedicata a queste due enigmi che possono avere trovato una soluzione fondata e documentata.
Silvano Vinceti, castellaranese doc, ha prodotto per la Rai e per Sky diverse trasmissioni su vari enigmi storici ed è responsabile della realizzazione, delle ricerche scientifico-documentali, concluse con esito positivo, sui luoghi di sepoltura e sui resti mortali di Matteo Maria Boiardo, Pico della Mirandola, Angelo Poliziano e Michelangelo Merisi da Caravaggio.
A Reggiolo dialogo sulla Gioconda tra misteri e suggestioni
Presentazione de “Il paesaggio della Gioconda” e mostra “Miraggi” oggi alle 18 a Reggiolo e Castelnovo Sotto. Ricerche su dipinto e arte in dialogo con autori e artisti.
Fonte: Il Resto del Carlino
Oggi alle 18 all’auditorium Fellini-Masina di Reggiolo la presentazione de “Il paesaggio della Gioconda tra misteri e suggestioni” di Silvano Vinceti. In dialogo con Franco Canova, l’autore racconta l’esito di attente ricerche eseguite sul celebre dipinto. Sempre oggi alle 18 a Castelnovo Sotto fotografia, pittura, poesia e musica sono protagonisti della presentazione di “Miraggi” e della mostra “Visibiliinvisibili”. L’appuntamento, organizzato dal Gruppo fotografico Prisma, è alla chiesa della Madonna, con l’intervento dell’autore Claudio Bedocchi, del poeta Luca Ariano e della pittografa Roberta Lodi Rizzini. Letture a cura di Arianna Agnoletto e Claudio Bedocchi. Le musiche originali e dal vivo sono eseguite da Enrico Pasini.
Nel paesaggio della Gioconda la montagna piemontese di Rocciamelone
Fonte:ADNKronos
(Adnkronos) – Leonardo da Vinci fece il suo ultimo viaggio in Francia nel 1517, due anni prima della sua morte, percorrendo la Via Francigena e attraversando il Moncenisio. E così un particolare del paesaggio a sinistra della Gioconda gli sarebbe stato ispirato da monte Rocciamelone e da un laghetto che si trovano nel territorio del piccolo comune di Ferrera Moncenisio, in Piemonte, ai confini con il territorio francese. Sono i recenti risultati di una ricerca condotta dallo storico dell’arte e scrittore Silvano Vinceti, illustrati nel suo nuovo libro “Il paesaggio della Gioconda tra misteri e suggestioni” (Armando Editore, 176 pagine, euro 14), in uscita in questi giorni. Nel corso delle ricerche, Vinceti ha riesumato ed esaminato molti documenti storici, spinto dal desiderio di capire quale percorso fece Leonardo per recarsi l’ultima volta in Francia, ad Amboise, e in quale anno. A questo proposito l’ipotesi dominante è che fu nell’autunno del 1516, ma nel Codice Atlantico lo stesso Leonardo scrisse poche righe riportando di essere giunto ad Amboise nel maggio del 1517: “il dì della discensione in Ambosa 1517 di maggio nel Clu”. “I documenti che ho esaminato – spiega Vinceti all’Ankronos – certificano che nel XVI secolo il colle del Moncenisio era quello più gettonato per attraversare le Alpi e scendere in terra francese. A tal proposito vi sono testimonianze di molti personaggi, da Margherita di Valois, sorella minore del re Enrico II di Francia, alla duchessa Jolanda, figlia del re di Francia Carlo VII e moglie di Amedeo IX di Savoia. Tra gli altri anche Michel de Montaigne, filosofo, scrittore e politico francese”. E argomenti climatico-atmosferici, geografici e infrastrutturali a favore di questo percorso vennero riportati all’epoca anche dalle famose guide alpine Marrons, uomini coraggiosi e robusti che, a pagamento, prestavano servizio come portatori per il transito del valico del Moncenisio. E quanto osservato durante questo viaggio, sostiene Vinceti, “molto probabilmente ispirò Leonardo per dipingere parte del paesaggio alla destra della Gioconda (alla sua sinistra, guardando il quadro). Il genio del Rinascimento, infatti, nello sfondo d’insieme dei suoi dipinti raffigurava particolari di paesaggi reali. Tesi confermata dal professor Carlo Vecce e, in epoca più antica, dallo storico leonardesco Gustavo Uzielli”. “Leonardo, quindi – scrive Vinceti nel libro – nel suo viaggio verso Amboise vide le catene montuose che avvolgono il colle del Moncenisio, e nello specifico quella di Rocciamelone, dove passava la vecchia via Francigena. E vide anche un piccolo lago”. Utilizzando anche un drone, lo storico dell’arte ha potuto confrontare questi particolari con la parte alta del paesaggio dipinto da Leonardo. “La corrispondenza è davvero notevole”. E, ad avvalorare le tesi esposte, Silvano Vinceti e un collaboratore del Comitato da lui presieduto (Comitato Nazionale per la Valorizzazione dei Beni Storici, Culturali e Ambientali) hanno scoperto nella parte alta del paesaggio della Gioconda, sopra il lago e la montagna di Rocciamelone, quella che sembra essere una scritta: “juse”. Si tratta di un francesismo che rinvia alla Val Susa; uno di quelli che Leonardo usò anche nel suo testamento. Una parte del libro “Il paesaggio della Gioconda tra misteri e suggestioni” è dedicata all’ipotesi formulata da Silvano Vinceti che nel 2023 ha avuto una risonanza mondiale e, cioè, l’asserita convinzione che quello rappresentato nello sfondo della Monna Lisa è il Ponte Romito. Oggi del manufatto etrusco-romano resta un solo arco, a Laterina, piccolo municipio del comune di Laterina Pergine Valdarno, nella provincia di Arezzo. “Nel periodo tra il 1501 e il 1503 il ponte era in funzione e frequentatissimo – scrive Vinceti – come attesta un documento sullo stato dei manufatti nelle proprietà della famiglia dei Medici, ritrovato negli archivi di Stato di Firenze. E proprio in quel periodo Leonardo si trovava in Val d’Arno”. Queste e numerose altre corrispondenze avvalorano l’ipotesi del Ponte Romito, sostiene Vinceti, “a scapito di altre avanzate in passato – sul ponte medievale di Bobbio, in provincia di Piacenza, e il ponte a Buriano in provincia di Arezzo – e in questi giorni da una geologa sul ponte Azzone Visconti di Lecco”. Vinceti descrive, poi, le prove a sostegno del fatto che il paesaggio dipinto nella parte bassa a sinistra della Gioconda è stato ispirato dal complesso di balze, o piramidi di terra, nella zona del Val d’Arno superiore. —culturawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

