Fonte: sentieri di carte sensibili
LA BARCA E IL VOLO STREGATI- Lucia Guidorizzi: Note di lettura relative a “La danza delle streghe. Cunti e credenze dell’arcipelago eoliano”di Marilena Maffei Macrina
fernirosso28 novembre 2024Lucia Guidorizzi, Note di lettura
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[LA BARCA E IL VOLO STREGATI- Lucia Guidorizzi: Note di lettura relative a “La danza delle streghe. Cunti e credenze dell’arcipelago eoliano”di Marilena Maffei Macrina]
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L’arcipelago eoliano, grazie al suo isolamento insulare, ha mantenuto viva la fascinazione per la dimensione magica e misterica dell’esistenza. La fame, la miseria e le carestie, il fenomeno dell’emigrazione, hanno reso la popolazione locale più sensibile a vivere la dimensione del fantastico, a varcare quella soglia che mette in comunicazione visibile e invisibile, realtà ordinaria ed extra-ordinaria.
Intorno alla figura della strega si sviluppa un atteggiamento di ambivalenza che ne mette in luce il ruolo ambiguo, sospeso tra reverenza e timore. Essa è portatrice dell’Ombra, di quell’ombra che se non riusciamo ad accettare e ad integrare nella nostra esistenza, assumerà inevitabilmente caratteri malevoli o minacciosi. Il libro di Macrina Marilena Maffei, ristampato nella sua terza edizione a dieci anni dalla prima, è una appassionata e sistematica ricerca che raccoglie nelle testimonianze degli abitanti dell’arcipelago eoliano racconti popolari che ruotano intorno a figure di streghe, a tesori nascosti, a serpi con capelli e ad altre figure appartenenti alla sfera del meraviglioso.
Il libro si sviluppa con una prima parte introduttiva che analizza i temi ricorrenti nei racconti orali trascritti, mentre i tre capitoli riportano le testimonianze suddivise in tre temi fondamentali: IL TESORO NASCOSTO, LE STREGHE, GLI SPIRITI E LE SERPI COI CAPELLI. Nell’appendice I l’autrice si sofferma sul dialetto e sui criteri di trascrizione, mentre nell’appendice II aggiunge tre nuovi racconti a quelli già presenti nelle precedenti edizioni.
Gli abitanti di queste isole attingendo al serbatoio della memoria collettiva, possiedono la capacità di raccontare eventi passati: nei loro resoconti compaiono parecchi episodi in cui l’elemento numinoso si sovrappone al lato oscuro dell’esistenza portando a temere, soprattutto nella donna, lati considerati eversivi e destrutturanti per la vita della comunità. Emerge la paura delle componenti misteriose del femminile che compare aureolato di elementi sovrannaturali.
Nell’immaginario locale s’intrecciano inestricabilmente temi onirici e mitici alla quotidianità. La figura della strega (majara) rivela i suoi aspetti antropologici e psicologici e agglutina su di sé temi di natura intrapsichica. Essa, rifuggendo dai ruoli tradizionali femminili, si unge tutto il corpo con una pomata magica che le permette di volare via dal letto coniugale per andare a divertirsi altrove oppure, insieme alle sue compagne, ruba una barca che vola sulle acque, conducendola verso altri luoghi. Talvolta, nel primo caso il marito o il padre sostituiscono l’unguento magico per volare con dell’acqua facendo precipitare la donna, mentre nel secondo il proprietario della barca si nasconde all’interno di questa per sorprendere le streghe nel corso della loro trasgressiva navigazione. Pertanto, in questi racconti prevale un atteggiamento maschile sanzionatorio nei confronti della libertà e del piacere che il femminile è in grado di concedersi.

