Un castello costruito per fuggire da un altro infestato dal passato. A Cortina, alla fine dell’Ottocento, due donne visionarie danno vita al loro sogno: St. Hubertus. Ma il castello verrà distrutto allo scoppio della guerra, proprio sulla linea del fronte tra Italia e Austria. Da quel gesto nasce una storia che attraversa luoghi e destini: dall’Irlanda di Charleville Forrest alle Dolomiti, fino all’Himalaya. Al centro, Charles Bury, esploratore inquieto e protagonista della prima spedizione sull’Everest, diviso tra ambizione, leggenda e rivalità con George Mallory. Tra imprese al limite del mito — tigri divoratrici, orme dello Yeti, errori trasformati in gloria — e gli orrori della Grande Guerra, il racconto segue un viaggio decisivo: quattro giorni, da Cortina a Venezia, nell’aprile 1913. Un passaggio sospeso, prima che tutto cambi.
Una storia di case cercate e perdute, sogni costruiti e distrutti, dove la realtà sfuma continuamente nella leggenda.
MANLIO BRUSATIN (1943) storico delle arti e architetto, ha insegnato all’Università Ca’ Foscari di Venezia, al Politecnico di Milano e nell’Ateneo Turritano (Sassari). Si occupa di tecniche della visione e della rappresentazione come colori, immagini e design. I suoi libri sul Colore (tra cui Storia dei colori, 1983) hanno avuto un riscontro internazionale e sono stati tradotti, oltre che nelle maggiori lingue europee, in coreano e in arabo. I suoi ultimi saggi sono: Colore senza nome (2006), Arte come design (2007), Verde. Storie di un colore (2013), Stile sobrio (2016) e Il Cappello di Leonardo (2019). Nel 2025 ottiene il Premio letterario Giovanni Comisso Scrittori Veneti alla carriera.




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