Attraverso il racconto di vita, come fonte della storia comunitaria, è possibile ritrovare le tracce delle tradizioni e delle attività della vita quotidiana del passato. La ricerca ha portato alla riscoperta di due mulini, luoghi liminali che hanno perso la loro funzione antica ma, essendo ancora presenti, segnalano come il rapporto dell’uomo con il territorio e con l’acqua sia cambiato cambiando la fruizione e la conformazione del paesaggio. Si propone anche un recupero dei mulini come beni DEA.
GIULIA BARJONA ha conseguito le lauree magistrali Cum Laude in Scienze pedagogiche e in Antropologia culturale ed etnologia, presso l’Università di Torino. Già autrice dei saggi antropologici e pedagogici L’amore che osa pronunciare il suo nome. Catarsi, pedagogia e antropologia del Pride (2021) e Nuove forme di catarsi. Uno “strumento” per educare (2019). Intende specializzarsi nella ricerca per la valorizzazione del patrimonio culturale e sociale, nonché di quello boschivo.




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