Il testo vuole indagare i labirinti della solitudine umana e lo fa amplificando e analizzando al microscopio alcuni punti cruciali della vita di un uomo, il protagonista; apparentemente una persona di successo e dotata di un certo fascino che scopriremo essere solo una corazza, così come il cinismo dietro cui trincera ogni sua azione, ogni suo pensiero, persino ogni intenzione. Un pragmatismo, il suo, che lo porta a non riuscire a godere più di niente, ad allontanarsi progressivamente dalla soddisfazione e dal senso di appagamento e di felicità, come se fosse vuoto, un simulacro che si muove, mangia, beve, respira, fa sesso, tutto meccanicamente, salvo sporadici attimi di entusiasmo dato però solo da fatue emozioni.
Vincenzo Loi è un dottore commercialista specializzato in materie economiche ma che ha sempre amato indagare all’interno del proprio animo, volendo dare una lettura psicologica a certi pensieri calati all’interno della realtà. Ecco che la scrittura è un hobby per staccarsi dalla vita quotidiana e dalla routine fatta di numeri, di leggi e di regole.




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