Nel Seicento lombardo, tra il dominio spagnolo e la Controriforma, rivive la vicenda di suor Virginia Maria de Leyva, la monaca di Monza. Quando Alma, la figlia nata dall’amore proibito con Gianpaolo Osio, la raggiunge dopo anni di lontananza. Le due donne si incontrano come madre e figlia, ma ancora estranee. Per Alma è l’inizio di un viaggio personale: conoscere la madre significa ricostruire la propria origine e misurarsi con una nuova verità. Il dialogo tra le due si intreccia con documenti, testimonianze, passioni e con il sistema di potere ecclesiastico e civile che ne ha segnato i loro destini. Mia madre, la monaca di Monza racconta un cammino di riconoscimento e trasformazione, umano prima ancora che storico.
Paolo Tittozzi, romano di origine, dopo gli studi in Chimica si trasferisce a Bari come ricercatore presso la locale Facoltà di Ingegneria dove, nei venti anni di attività, ha istituito e diretto il laboratorio di Idrogeochimica, pubblicando numerosi lavori scientifici. Alla fine degli anni ’80 lascia volontariamente l’Università per dedicarsi all’imprenditoria nel settore della Formazione fondando Istituti attivi a livello nazionale. Nei primi anni Duemila crea la Fondazione Sviluppo Europa accreditata presso la Commissione Europea di Bruxelles e riconosciuta dal MIUR, di cui oggi è Presidente emerito. Da sempre appassionato di storia e amante della scrittura negli anni è stato autore di numerosi articoli su quotidiani e periodici e prima di questo suo ultimo lavoro, “Mia madre, la monaca di Monza”, ha pubblicato altri quattro romanzi storici: “E non finisce qui” – anno 2020; “Terra Promessa” – anno 2022 – (Finalista “Assosinderesi Awards 2023”); “Inseguendo mio padre” – anno 2023 – (Premio “Approdi d’Autore 2024”); “Controcorrente” – anno 2024 – (I° premio assoluto “Il Convivio 2025” – Premio di Merito “Roma International 2025”).




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