La Biennale di Venezia, tra le istituzioni artistiche più prestigiose al mondo, è da sempre crocevia di artisti, intellettuali e collezionisti. Nata con un legame diretto al mercato, funzionava come una sorta di “protofiera” grazie all’attivo Ufficio Vendite, dove acquistavano tanto i principi quanto i visitatori comuni. Dopo la guerra, i galleristi ne offuscarono il ruolo, ma l’Ufficio restò influente nelle acquisizioni museali e nella promozione degli artisti. Anche dopo la chiusura delle vendite negli anni Settanta, il rapporto con il mercato continuò, sebbene più opaco. Il volume, basato su rigorosa ricerca archivistica, ricostruisce la storia delle vendite e delle figure chiave come Fradeletto e Gian Ferrari, smontando miti sul presunto distacco della Biennale dai mercanti.
CLARISSA RICCI è docente di Storia dell’arte contemporanea all’Università di Bologna e madre di quattro figli. Interessata ai meccanismi di costruzione del valore, i suoi interessi si collocano al confine tra esposizioni, mercato e arti visive. Il suo percorso accademico è caratterizzato da una Getty/ACLS Postdoctoral Fellowship in Storia dell’Arte, oltre che da incarichi presso l’Università Iuav di Venezia e da collaborazioni con istituti di cultura come ad esempio il British Council. Ha fondato insieme ad Angela Vettese e Camilla Salvaneschi la rivista accademica «OBOE Journal On Biennials and Other Exhibition» ed ha contribuito in modo significativo allo studio della Biennale di Venezia. È autrice di APERTO 1980-1993. La mostra dei giovani artisti della Biennale di Venezia (2022), curatrice di Starting from Venice: Studi sulla Biennale (2011) e co-curatrice di diverse pubblicazioni fra cui Double Trouble in Exhibiting the Contemporary: Art Fairs and Shows (2020) con Cristina Baldacci e Angela Vettese e Art, Market and Agency at the Venice Biennale 1895-1993 (2021) con Marie Tavinor.




Recensioni
Ancora non ci sono recensioni.