Lisa, 17 anni, adottata da piccola in Ucraina, muore per le cure in un famosissimo ospedale pediatrico romano. Ma per il giudice “il fatto non sussiste”. Un ultimo insulto a Lisa ma soprattutto un messaggio chiaro a chi cerca di fare valere i propri diritti nelle situazioni in cui si è più fragili e vulnerabili. Il “mito” di Lisa viene qui sostanziato in un processo immaginario segnato da una serie di dialoghi impossibili tra chi ci ha lasciato e chi è ancora in vita. Ma gli argomenti trattati sono più che reali, mostrandosi in tutta la loro durezza. A seguito della sentenza, Lisa lascerà ai presenti dei regali nell’estremo tentativo di offrire loro un riscatto sociale e morale. Tanto dobbiamo alla memoria di Lisa.
Margherita Eichberg è laureata in Architettura e specializzata in restauro dei monumenti. Attualmente è Soprintendente per la provincia di Viterbo e per l’Etruria meridionale presso il Ministero della Cultura. Ha già pubblicato con il marito Maurizio Federico per Armando Editore Le tre vite di Lisa, dove le difficoltà per l’adozione dall’Ucraina della piccola Lisa e gli incubi vissuti per aver visto morire la figlia per le cure vengono descritti in dettaglio.
Maurizio Federico è ricercatore presso l’Istituto Superiore di Sanità. Una vita dedicata alla ricerca scientifica ripagata nel più crudele dei modi da chi i risultati della ricerca medica avrebbe dovuto applicarli per curare la figlia Lisa, come descritto ne Le tre vite di Lisa. L’esito della richiesta di giustizia per la morte di Lisa si risolve poi in un epilogo da incubo. Incubo a cui lui cerca di sfuggire attraverso la “giustizia sognata” raccontata in questo libro.




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