Euridice è una giovane donna che amava “dormire il mondo” ogni sera, seduta sul sagrato della chiesa di San Luigi dei Francesi a Roma. «Che dorma il mondo. Che dorma la reticenza che gli appartiene. Che dorma la volubilità che ne scandisce i tempi e la sutura», ella pensava mentre il cielo si cospargeva di cenere. Due figure maschili nelle loro accezioni reali e allegoriche danzano le ore liete e tristi con Euridice. Sebastiano: l’attuale, il frangente, il riso, il tempo. Franz: coinquilino di Euridice, un organista che in passato aveva perso il senno e la dignità a causa dell’amore. Prende vita così un piccolo affresco antico di personaggi e dialoghi simbolici da cui sgorgano concetti quali il Senza Tempo, il Contingente, il Desiderio, l’Amore. Euridice intraprende il sentiero della ricerca della Bellezza, trovando nella musica le risposte a un silenzio e a un vuoto interiori poiché il suono risponde sempre.
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