In questo saggio, che è una sorta di biografia di Giuseppe Verdi attraverso le sue Opere liriche, inserite nel contesto storico e politico dell’Italia risorgimentale, si analizzano le trame, le voci e le dinamiche relazionali tra i personaggi (o le “posizioni”, come le chiamava il Maestro) e i loro tratti identificativi, al fine di tradurre per il lettore i messaggi profondi di questi capolavori. I protagonisti delle Opere verdiane sono ancora attuali ed impregnati di suggerimenti per noi e per il nostro presente. Ci troviamo di fronte ad una grande quantità di personaggi archetipici e quindi
universali, che possono aiutare l’evoluzione e la crescita di tutti, non solo degli appassionati di Musica Lirica. Un’opera lirica è un’esperienza dal forte impatto educativo e naturalmente di estremo piacere estetico. È importante sottolineare che il solo fatto di assistere alla rappresentazione di un’opera fa entrare in contatto con la profondità di temi che sono universali, e quindi comprensibili a tutti, grazie alla mediazione dell’Inconscio Collettivo, che è un grande contenitore delle esperienze umane sotto forma di immagini simboliche, contenitore presente in ognuno di noi. Inoltre, per chi vive situazioni simili a quelle rappresentate, si tratta veramente di opportunità fortemente educative, in quanto possono consentire associazioni, riflessioni e consapevolezze
prima sconosciute, in grado di condurre ad una migliore comprensione di se stessi e delle proprie relazioni. Ciò può portare a cambiamenti anche importanti del proprio modo di vivere e a un’accettazione più ampia della propria storia personale, condizioni necessarie per una vita più soddisfacente da molteplici punti di vista. Uno dei messaggi principali che, a nostro avviso, corre lungo tutta la ricchissima produzione artistica di Verdi è racchiuso nelle parole di Nabucco ad
Abigaille nella scena III del terzo atto dell’omonima opera: “Deh perdona, deh perdona”. Il sovrano implora la figlia di perdonarlo per il male che le ha inflitto. Ma c’è di più. Verdi ci parla anche di un’altra tipologia di perdono, quello forse ancor più difficile da attuare, ma indispensabile: il perdono o l’accettazione di noi stessi. Questo concetto fa da denominatore comune a tutta la produzione verdiana.
Monica Vincenzi è laureata in Pedagogia a Bologna, specializzata in Pedagogia
Clinica e Mediazione Relazionale a Firenze presso ISFAR, dove ha svolto anche ruolo di docente. È iscritta agli Albi Italiano ed Europeo dei Pedagogisti Clinici. Dopo un’esperienza venticinquennale nell’insegnamento, si dedica ora alla libera professione e alla scrittura. Ha pubblicato sulla rivista “Il Grande Fiume” di Cremona saggi sull’analisi simbolica dell’arte (Opere musicali, pittura, scultura, architettura, opere cinematografiche). Ha pubblicato, assieme al marito Luigi Casa, il saggio Finalmente Beatrice dedicato all’analisi simbolica della Divina Commedia dantesca
ed il romanzo-saggio Alle Origini dedicato ai copioni familiari. Con Armando Editore ha pubblicato tre saggi dedicati a Federico Fellini: Fellini metafisico, Fellini e il sogno, Fellini onirico, la silloge poetica intitolata E allora mi sorprende l’armonia e il romanzo Onde. Luigi Casa è scrittore e geologo. Ha pubblicato con Armando Editore, assieme alla moglie Monica Vincenzi, il romanzo storico intitolato Non vi sarà l’inferno.




francesca.borghesi –
Un volume completo e ricco, frutto di una lunga e importante ricerca di studio fatta dagli autori. L’impegno è notevole e si vede dalla curata analisi e dalla passione trasmessa.
Un libro imprescindibile per ogni amante dell’opera verdiana.