Una raccolta di storie: il dolore e il coraggio di Naadir, giovane profugo; la prigionia di Clara in un legame violento; la frustrazione di Cumar, impotente di fronte alla siccità della sua terra; il vuoto di Alice, separata dall’amato; l’inaspettata serenità di Lucia Maria nella sua malattia. Cinque vite, così diverse tra loro; sembrano lontane. Eppure, possiamo sentirle. In questa varietà di realtà contingenti c’è allora un filo conduttore, che nelle sue innumerevoli forme si fa noto ad ogni essere umano: amore. Per la famiglia, una terra, un amico; per la vita stessa; la sua assenza. Prodotti di ambienti accidentali, permeati di emozioni d’amore. Oh, che affascinante connubio: persone.
Sharon Fera (2001) è una giovane studentessa, incantata dall’amore e affascinata dal mondo; ha una passione per i paesaggi mozzafiato e gli animi gentili. Ama camminare, scalare montagne e viaggiare: conoscere – vivere – nuovi luoghi e culture. Lavora a contatto con la gente come cameriera e insegnando l’italiano, e studia cooperazione e diritti umani, sperando un giorno di poter aiutare più concretamente le persone. Nel frattempo, per quel che può, ne racconta le storie.




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