Attraverso un colloquio che l’autore intrattiene con se stesso, il saggio approfondisce il tema della democrazia incompiuta in Italia. A partire dalla unificazione nazionale, la storia d’Italia è caratterizzata dalla mancanza di alternanza tra maggioranza e opposizione nella guida del governo e dalla tendenza della maggioranza ad arroccarsi nel proprio recinto, impedendo qualsiasi avvicendamento, in una sorta di “conventio ad excludendum”. Ciò sul presupposto che l’opposizione sia antistatale e portatrice di valori antitetici, diretti a sovvertire l’ordine istituzionale. Tale reciproca delegittimazione, attuata dalle forze di governo e di opposizione sino alla fine della Prima Repubblica, costituisce un “unicum” nella storia dell’Europa occidentale e ha generato la democrazia bloccata e/o incompiuta: la condanna della maggioranza a governare senza la previsione di quel fisiologico avvicendamento tra forze politiche, proprio delle più mature democrazie europee. Questo libro espone i coraggiosi tentativi operati da politici illuminati volti a superare i limiti e la frattura della democrazia incompiuta.
STEFANO BARTOLOMEI è nato e vive a Roma. Laureato in giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, ha lavorato in Associazione Imprenditoriale (Intersind) del gruppo IRI, nonché presso l’Unione degli Industriali di Roma dove si è occupato del rinnovo dei contratti collettivi nazionali di lavoro e delle procedure di cassa integrazione. È stato dirigente, responsabile delle relazioni industriali, nonché del contenzioso del lavoro e della gestione delle risorse umane nel gruppo Ferrovie dello Stato. Autore di numerose pubblicazioni su riviste giuridiche, è attualmente avvocato in ambito giuslavoristico.




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