La contemporaneità ci ha abituati all’idea di un Movimento fatto di esercizi, di sequenze meccaniche, di competizione, comparazione, individualismo, di orpelli da intrattenimento e di “certezze”, che negano, squalificano e disonorano la sacralità di un Corpo in Movimento.
Il Movimento è, oggi, l’ennesimo oggetto tra gli oggetti, strumento di espiazione per peccati calorici, mezzo per forgiare corpi ai canoni estetici del momento, prodotto commerciale da intrattenimento nei centri fitness e fenomeno da spettacolo nello sport.
Un Movimento privato del suo valore e, quindi, dei suoi valori.
Un Movimento con tanti scopi ma senza un senso.
Perché continuare a muovere l’uomo quando, invece, dovremmo Umanizzare il Movimento?
Il Movimento che è rilevatore, rivelatore e disvelatore di chi siamo.
Il Movimento che armonizza il corpo ai moti “esterni” (le relazioni, l’ambiente, gli sguardi, le parole, ecc.) e a quelli “interni” (i pensieri, le emozioni, i valori, ecc.), accogliendoli in quel flusso di continuità che chiamiamo realtà.
«Il corpo si muove col muoversi della mente. Le qualità di un Movimento, qualunque esso sia, rivelano come la mente, proprio in quel dato momento, si sta esprimendo attraverso il corpo. Variazioni nella qualità del Movimento indicano che la mente sta spostando l’attenzione da un punto all’altro del corpo. Viceversa, indirizzando la mente, cioè la nostra attenzione, verso determinate parti del corpo e dando avvio al Movimento da ciascuna di esse, la qualità del Movimento cambia. Ecco allora che scopriamo come il Movimento può essere un mezzo per osservare, attraverso il corpo, l’espressione della mente, nonché una via di accesso per modificare la relazione corpo-mente».
L’obiettivo di questo webinar di presentazione del Saggio “Umanizzare il Movimento” è onorare questa preziosa funzione umana accompagnando il partecipante in un “viaggio” alla ri-scoperta delle molteplici dimensioni del Movimento (organica, cognitiva, relazionale, espressiva, comunicativa, emotiva), attraverso il Movimento Biologico.
Il Movimento Biologico consente di annullare la separazione tra mente e corpo, tra esperienza e conoscenza, tra “oggettività” e biografia.
Il Movimento Biologico è una “palestra” privilegiata, protetta e sicura, per “imparare ad imparare” ma non ad un “mero” livello concettuale, razionale, “superficialmente” cerebrale, piuttosto a livello sensoriale, tissutale, “profondamente” cellulare.
Il Movimento Biologico può diventare un potente catalizzatore nel processo di raggiungimento della consapevolezza intesa come capacità di essere a conoscenza, costantemente e sistematicamente, di “come sto facendo ciò che sto facendo, qualsiasi cosa stia facendo”.
Esso può operare una progressiva trasformazione della nostra personalità, una trasformazione che non lascia indifferente il quotidiano, anzi lo celebra come una costante tensione dall’agire all’essere.




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