Si può ripercorrere l’esistenza di un personaggio attraverso l’opera di un pittore lontano nel tempo e nello spazio? L’operazione è complessa, ma scorre con naturalezza, come i quadri di Vincent Van Gogh. Dalla nascita ai giorni nostri, Silvia fa scelte decisive, vive stagioni felici e dolorose alla ricerca di sé stessa e dei propri talenti, sostenuta dal genio di Van Gogh che le fa da guida e da musa ispiratrice. I suoi quadri compaiono come immagini raccontate e si intrecciano alla quotidianità contadina dell’Umbria spoletina, vissuta da Silvia. In circa cento pagine, pittura e vita reale si inseguono e si fondono. Il risultato è un testo intenso, ricco di colore, di profondità e di nessi psichici e storici.
Antonella Quondam Girolamo, nata nel 1955, è architetta e scrittrice. È abituata a leggere la luce e le ombre degli spazi e delle persone, con uno sguardo insieme tecnico e poetico. Dopo la laurea in Architettura ha insegnato, poi è diventata dirigente nella pubblica amministrazione di Spoleto. Si è distinta in progetti comunitari e culturali, riqualificazione urbana, sviluppo sostenibile e organizzazione di eventi. Il suo lavoro ha ottenuto riconoscimenti a livello nazionale. Nella narrativa intreccia memoria e immaginazione con un linguaggio intenso e sensoriale. Scrive racconti, poesie, diari e romanzi, in cui la precisione visiva incontra la profondità emotiva. L’arte è uno dei suoi linguaggi privilegiati: un ponte tra ciò che si guarda e ciò che si prova.




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