Un piccolo, ma ambizioso editore olandese, nella primavera del 1670, incarica un importante artista fiammingo di organizzare un simposio a Firenze per ricercare l’origine dello straordinario successo della cultura, dell’arte, della filosofia e della letteratura italiana. Il simposio si svolge a Villa Medici di Fiesole e coinvolge un banchiere, proprietario della villa, uno storico/scrittore appassionato di storie pruriginose, un filosofo, un letterato e un giovane intellettuale. La giovane moglie del banchiere, di nobile lignaggio, dopo aver manifestato di possedere una raffinata ed ampia cultura, viene ammessa alle dotte discussioni. Il simposio analizza, da diversi punti di vista, gli eventi politici dalla metà del XIV secolo alla fine del XVII, ma nel tentativo di ricercarne l’origine, si indagano fenomeni sociali, artistici, letterari, economici con particolare attenzione al ruolo di alcune donne di grande cultura. Il Simposio e le dotte considerazioni costituiscono lo sfondo di un amore travolgente che contribuisce alla soluzione di un delitto irrisolto avvenuto quaranta anni prima.
ANGELO MUSCO ha trovato il suo ramo d’oro quando, adolescente, conobbe un bibliotecario spoletino, Placido Nicolai, che lo appassionò allo studio della storia. Poi appena diciannovenne fu assunto in banca dove ha maturato un’importante e diversificata esperienza professionale che non gli ha impedito di continuare a coltivare le sue passioni. In pensione dal 2001, vive a Roma dedicandosi interamente allo studio della storia nelle sue varie accezioni.




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