Il volume affronta le vicende della scuola secondaria italiana nei convulsi anni Settanta. L’autore ricostruisce la storia di quel soggetto “dimenticato” che fu il movimento degli studenti medi, illustrandone radici, geografie, tempi e tratti politico- culturali. La scuola, al pari della fabbrica, fu uno spazio fondamentale di quel conflitto che, esploso con il Sessantotto, attraversò il decennio successivo fino alle porte degli anni Ottanta. Quale fu l’impatto della contestazione sull’istituzione scolastica italiana? Quale il ruolo della scuola nella politicizzazione giovanile? Per rispondere, il libro si avvale di un gioco di specchi tra fonti dei movimenti e fonti istituzionali, portando alla luce la complessa dialettica tra contestatori e contestati, nella convinzione che non sia possibile ricostruire la storia della scuola del decennio, quindi la scuola di oggi, senza considerare i movimenti studenteschi in quanto attori del mutamento. Le aule sono inoltre un punto di osservazione privilegiato sul mondo giovanile e sulle più generali vicende che attraversano il paese, dalla violenza politica alla crisi economica, da piazza Fontana al sequestro Moro. Questo lavoro parla degli anni Settanta italiani visti dai banchi di scuola.
LANFRANCO ROSSO. L’autore è dottore e ricercatore in storia contemporanea e lavora come insegnante specializzato sul sostegno nelle scuole secondarie. Le sue ricerche si sono interessate di storia della scuola, Italia Repubblicana, movimenti sociali e azione collettiva. Da sempre attivo nei movimenti dentro e fuori le istituzioni formative della città di Firenze, prima come studente e oggi come insegnante.




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