L’essere umano è costitutivamente immortale. Il suo desiderio di vita e di salute denuncia e contesta le iniquità sociali e le contraddizioni interne a una teologia che prescinde dall’esperienza corporea di fede e si limita a pensare Dio come l’infallibile architetto del mondo, impassibile nella sua autocontemplazione. La maggiore longevità dei corpi e una più sicura terapia delle malattie realizzano un antico sogno, quello di non lasciare alla morte l’ultima parola. Dare credito al Dio cristiano significa onorare un’alleanza di cura (per gli altri, per sé, per Dio stesso), che non svende il proprio desiderio incondizionato di liberazione dal male.
PAOLO MARINO CATTORINI, bioeticista clinico, counselor filosofico presso l’Istituto ISFIPP di Torino e studioso di teologia del cinema, ha scritto Teologia del cinema (2020), Aver cura di Dio. Un’etica per resistere al male (2022) e Perché il male (2023). È stato componente del Comitato nazionale per la Bioetica.




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