L’opera illustra il rapporto tra lo sport, il gioco del calcio in particolare, e le società civili in un periodo storico particolarmente complesso come quello della Grande Guerra. Nel contesto bellico il calcio diviene non solo uno strumento di coesione, resistenza e svago, ma anche metafora bellica tale da far considerare il conflitto un greater game. Alla curiosità del lettore è offerta l’origine del “gioco più bello del mondo”, la sua diffusione in Europa e gli episodi che lo hanno caratterizzato, la Football Controversy, gli assalti condotti “palla al piede”, l’incontro Inghilterra-Germania nella “terra di nessuno”, l’affermazione del calcio femminile.
GIORGIO SECCIA, nato a Roma nel 1945, maturità classica, laurea in chimica. Generale dell’esercito in congedo assoluto, ha espletato la sua attività professionale nell’ambito dell’area tecnico-industriale della Difesa di cui ha diretto Enti sia di produzione e mantenimento che di ricerca e sviluppo. È contitolare di brevetti per la inertizzazione di armi chimiche. Socio della Società Italiana di Storia Militare, è autore di numerosi libri, articoli, atti di convegni, sul tema della Grande Guerra nei suoi aspetti militari, tecnici, letterari, sportivi e artistici e su altri argomenti di storia moderna e contemporanea.




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