Scritta per un concorso indetto dall’Accademia danese delle scienze e pubblicata per la prima volta nel 1841, l’opera Il fondamento della morale può essere considerata come un’introduzione all’etica e alla metafisica schopenhaueriana. Situata tra le due grandi opere filosofiche di Schopenhauer, Il mondo come volontà e rappresentazione (1819) e Parerga e Paralipomena (1851), essa propone un’etica descrittiva e non prescrittiva, che all’imperativo categorico di Kant sostituisce il sentimento della compassione.
Scopo della presente edizione è di riproporre, in una nuova traduzione, quest’opera di Schopenhauer, nella quale l’autore, a partire dalla critica della morale kantiana, perviene a una nuova fondazione dell’etica che trova il proprio fondamento ultimo nella metafisica.
Alberto Tettamanti si è laureato nel 1980, all’Università di Torino, con Luigi Pareyson e ha poi conseguito nel 1987 il dottorato di ricerca con una tesi sulla filosofia politica del Romanticismo tedesco. Ha al suo attivo una serie di articoli e traduzioni in riviste specialistiche e in volumi miscellanei, nonché diverse antologie di classici della filosofia, per fini didattici, in formato e-book. Per Armando Editore ha curato l’edizione, con traduzione e commento, della Fondazione della metafisica dei costumi (2020) e della Critica della ragion pura di Kant (2021), della Monadologia di Leibniz (2021), dell’Etica di Spinoza (2022) e dei Pensieri di Pascal (2023).
Introduzione, traduzione e note di Alberto Tettamanti




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