La morte di una donna per femminicidio è l’epilogo di una storia di violenze, che sconvolge una comunità, segna in modo indelebile la vita di più famiglie, lascia bambini orfani, trasmette alle generazioni future un senso di insicurezza. È una tragedia che interroga le coscienze e costringe a ripensare il rapporto uomo donna. Ma cosa si intende per femminicidio? E perché si viene uccise? Perché si muore? E dei bambini e delle bambine loro figli/e chi si occupa? Il libro cerca di dare risposte a queste domande attraverso la trama che unisce le storie di donne vittime di femminicidio e pone la necessità di prevedere nell’ordinamento penale il reato di femminicidio. L’opera si completa con i dati di una ricerca sui casi di femminicidio avvenuti in Italia tra il 2018 ed il 2022, confrontati con i dati forniti da Istat, Eures, Servizio Analisi Criminali del Ministero dell’Interno. Ne risulta un quadro aggiornato della diffusione e dell’andamento del fenomeno in Italia e nelle diverse regioni italiane.
Antonio Gioiello, nato a Corigliano Calabro nel 1960, è psicologo-psicoterapeuta con esperienza nel settore delle dipendenze patologiche, della salute mentale e dei
disturbi da abusi e maltrattamenti. Lavora all’Azienda Sanitaria Provinciale di Cosenza presso il Centro di Salute Mentale di Corigliano Calabro. È presidente dell’associazione Mondiversi ets che gestisce il Centro Antiviolenza Fabiana e due Case Rifugio per donne vittime di violenza. È componente dell’Osservatorio regionale sulla violenza di genere della Calabria.
l femminicidio in Italia
di Andrea Coco
Una problematica impossibile da ignorare, una questione sociale che richiede a gran voce giustizia e risoluzione, rimasta ancora oggi senza una risposta adeguata a livello penale.
Antonio Gioiello, presentando dati precisi e chiari, vuole con questo libro fornire un’analisi preoccupante ma realistica del femminicidio in Italia. Una morte che è l’epilogo di una storia di violenze, che sconvolge una comunità, segnando in modo indelebile la vita di più famiglie e trasmette alle generazioni future un senso di insicurezza.
Ma cosa si intende per femminicidio? Perché si viene uccise? E dei loro figli/e chi si occupa?
«In Italia, di fatto, manca una lettura di genere dei casi di uccisione o morte di una donna. Sia gli organi di informazione, sia le agenzie e gli enti di statistica, sia gli organi di polizia rilevano solo le uccisioni volontarie di donne e senza un orientamento di genere, conseguentemente i dati che riportano non corrispondono alla reale diffusione del fenomeno del femminicidio,» spiega l’autore.
Attraverso la storia di donne vittime di femminicidio, il libro cerca di dare risposte a queste domande e suggerisce la necessità di prevedere nell’ordinamento penale il reato di femminicidio. I dati di una ricerca sui casi di femminicidio avvenuti in Italia tra il 2018 ed il 2022, confrontati con i dati forniti da Istat, Eures, Servizio Analisi Criminali del Ministero dell’Interno completano l’opera, presentando un quadro aggiornato della diffusione e dell’andamento del fenomeno in Italia e nelle diverse regioni italiane.
Antonio Gioiello è psicologo-psicoterapeuta con esperienza nel settore delle dipendenze patologiche, della salute mentale e dei disturbi da abusi e maltrattamenti. Lavora all’Azienda Sanitaria Provinciale di Cosenza presso il Centro di Salute Mentale di Corigliano Calabro. È presidente dell’associazione Mondiversi ets che gestisce il Centro Antiviolenza Fabiana e due Case Rifugio per donne vittime di violenza. È componente dell’Osservatorio regionale sulla violenza di genere della Calabria.
Antonio Gioiello
Il femminicidio in Italia. Cinque anni all’inferno
Con prefazione di Vincenzo Mastronardi e presentazione di Virginia Ciaravolo
Pagine 160, prezzo 19,00 euro
2023, Armando editore
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Ascoltate la puntata di Ray Play con protagonista Antonio Gioiello:
Il femminicidio in Italia

Cinque anni all’Inferno
di Antonio Gioiello
Armando Editore 2023

Saggio, pag.160
Non se ne parla abbastanza, in quanto se ne parla spesso, ma male e diversi titoli di testate famose lo dimostrano.
Antonio Gioiello porta avanti un’analisi critica e metodologica del fenomeno del femminicidio, partendo proprio dall’assunto che, a oggi, non esiste una metodologia univoca per studiarlo.
Tenta di dare una definizione universale al termine, partendo dall’assunto che esiste il femminicidio e il femmicidio, che sono declinati con significati diversi nelle varie lingue e tra agenzie di analisi dati.
Quest’ultime, inoltre, prendono in considerazione parametri per l’analisi non univoche, ma spesso arbitrarie, in cui è difficile rinvenire una radice comune.
Ciò che salta agli occhi, sia nei dati che nello studio di Gioiello, è ciò che ci aspettiamo: veniamo uccise in quanto femmine e in quanto tale il nostro è un omicidio di serie B, sminuito, quando non proprio giustificato e quindi assolto, come avallano testi letterari datati e riportati nel testo.
Gioiello suddivide i femminicidi in base alle caratteristiche del delitto, al movente e all’assassino. Colpisce che la maggior parte delle fattispecie portate a titolo di esempio siano state qualificate dalla giurisprudenza con delitti minoritari rispetto all’omicidio, conclamando la tendenza della giustizia nostrana a considerare l’omicidio di una donna per motivi di genere un reato meno grave dell’omicidio di un uomo.
Un dato interessante è aver inserito nel campo della ricerca anche le donne malate uccise dai propri familiari per compassione, che spesso si accompagna al suicidio.
Un altro dato che ci si aspettava è, invece, che statisticamente gli assassini siano per lo più mariti o comunque partner/ex partner e che il delitto si compia nelle mura domestiche e non fuori, il che conferma la concezione sociale.
Un ottimo testo, soprattutto per il tentativo metodologico che ha cercato di rendere univoco il tutto.
Da leggere.




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