Veniamo al mondo estremamente immaturi ed impieghiamo un lungo tempo della nostra vita per diventare membri rappresentativi del proprio gruppo di appartenenza (circa 18 anni). Questo perché i nostri cervelli richiedono molti anni per organizzare i vari circuiti neurali capaci di garantirci molte delle nostre abilità. C’è un altro interessante aspetto biologico: l’organizzazione di questi circuiti non è specificata nei nostri geni. È per questo che “siamo una specie condannata ad imparare”. È sempre per questo che la nostra socialità richiede “educazione” e “formazione”. Negli ultimi anni, le neuroscienze ci hanno fatto comprendere che il percorso educativo e formativo dei nostri figli è condizionato dallo sviluppo del loro sistema nervoso sin dalle primissime fasi. Sviluppo neurologico e processo educativo e formativo sono strettamente correlati.
ANTONIO PARISI, neurofisiopatologo. È presidente del Centro Studi e Ricerche per le Neuroscienze dello Sviluppo Carl e Janice Delacato. Ha condotto agli inizi della sua carriera ricerca in campo epilettologico. Da più di trent’anni si occupa di neurosviluppo umano e, soprattutto, di cosa accade nel cervello umano durante la fase sensori-motoria del neurosviluppo ovvero i primi mille giorni di vita. Ha pubblicato: I bambini dallo sguardo sfuggente (1999) e La Teoria del cervello autistico, Armando Editore (2021).




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