Joe Dooley adesso è un adulto. Un adulto che non crede ai fantasmi, ma che ogni mattina, quando si rade, ne vede uno allo specchio. È il fantasma del bambino che è stato e che vive ancora dentro di lui. Non lo ha mai abbandonato e lo ha sempre tenuto per mano. Chi era quel bambino? Cosa brillava nei suoi occhi e in quali luoghi bui si nascondevano i suoi fantasmi? Inizia così un viaggio nella sua infanzia, verso luoghi dove niente è più come allora, con gli occhi di quel bambino davanti ai crudi fatti del mondo e alla vita che passa, vista attraverso lo scorrere delle stagioni. Un viaggio che inizia con un topo morto appeso ad uno spago in quella calda estate del 1976, quando lui, Milo, Stevie, Annabel e Tony si ritrovarono al cospetto della Casa Abbandonata, davanti ad una vecchia porta ammuffita chiusa da decenni da dove provenivano strani rumori. Scopriranno così il potere del gruppo, il più potente dei talismani contro tutti i mostri che si annidavano negli angoli nascosti delle menti dei bambini. È nel passato che si cercano i fantasmi. È lì che si annidano ed è lì che a volte li troviamo. A volte ci riconciliamo con essi.
Fabio Bavetta nasce a Roma ma cresce in Sicilia nella Valle del Belice post terremoto del 1968. In quelle baracche, inizialmente provvisorie ma dove alla fine vivrà per tutta l’infanzia, i
bambini crescono liberi e giocano per strada. Dopo aver prestato servizio presso il Reparto Volo della Polizia di Stato a Palermo, una laurea in Chimica e Tecnologia Farmaceutiche a Pavia e una specializzazione in Sintesi Chimica al Politecnico di Milano, ha lavorato come ricercatore in aziende farmaceutiche pubblicando articoli scientifici su riviste internazionali. Attualmente è titolare di una farmacia. Da sempre amante della scrittura, ha pubblicato il suo primo racconto nel 2010.




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