I confini separano le nazioni e gli organismi, rappresentano lo stato identitario per affermare serenamente la propria individualità e rispettare quella degli altri. L’ambito di sovranità dell’”IO” consente di differenziare, tramite il ”SÉ”, l’identità soggettiva tra il mondo interno e l’ambiente oggettivo esterno. Nello scambio terapeutico intersoggettivo, i confini sono più aperti e permeabili favorendo l’alleanza clinica trasformativa per autoregolare una corretta gestione della tenerezza e dell’aggressività. L’autocontenimento e la fermezza dei confini privati limitano possibili reciproche azioni invasive, riparando anche da eventuali comportamenti violenti.
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