La vita di David Émile Durkheim (1858-1917), così e come si svolge logicamente, coincide con un periodo cruciale della storia francese ed europea. Fin da ragazzo, Émile si dissociò dalla centralità dell’esperienza religiosa nella cultura familiare e da alcune aspettative preponderanti ma la rottura con la tradizione ebraica non fu affatto drammatica o devastante come si potrebbe pensare oggi confrontando il suo rapporto con la temporalità. Importanti sono i lavori che hanno più marcatamente segnato le tappe del pensiero religioso di Durkheim a partire dalla sua cosiddetta “rivelazione” come scrisse in una lettera al direttore della “Revue Nèoscolastique” nel lontano 1907, quando egli stesso ricostruisce un passaggio cruciale della sua biografia. Al pari di Auguste Comte, l’autore condivideva la riflessione sull’anarchia intellettuale e morale che stava attraversando la sua epoca e, proprio come quest’ultimo, guardava il suo tempo con una attenzione particolare all’assenza di regole che si dimostravano totalmente inadeguate rispetto alle nuove condizioni che il contesto sociale imponeva. Il problema dell’individuo e del rapporto critico con la società sarà preponderante nelle sue scelte intellettuali “di periodo”, come vedremo nel testo, senza qui implicare vuoti retroattivi e in rapporto ad una ricezione prodotta all’estero estranea alla manualistica più comune. Infatti, la rilevazione delle fonti principali si svolge in modo sistematico e gli esiti rimandano ad uno sviluppo diacronico di nessi riscontrabili progressivamente in alcuni particolari contesti monografici sul terreno della conoscenza certa. Con la sua opera Durkheim definisce quindi la “rinascita” del positivismo in quanto si va a delineare nuovamente il suo statuto epistemologico: oggetto, metodo e compiti affidati alla sociologia come scienza. Questo libro celebra i 120 anni dall’uscita de Le Règles de la méthode sociologique.
GUGLIELMO RINZIVILLO è Professore Associato presso il Dipartimento di Scienze Sociali ed Economiche della Sapienza – Università di Roma e insegna Storia della sociologia. È membro della European Society for the History of Science. Nel 2019 ha pubblicato le monografie: Robert King Merton (Torino) e The Modern History of Sociology in Italy (New York). È autore della trilogia: Storia della sociologia scientifica. Per ripartire dai classici e usarli in modo nuovo, 2023, Storia della sociologia scientifica. I contemporanei, 2025, e Storia della sociologia scientifica. La storia epistemologica. Istruzioni per l’uso, 2026. Per i nostri tipi sono usciti i volumi: Karl Marx, dialettica e memoria (2013), Scienza e valori in Karl Mannheim (2016) e Il senso e la necessità. Pensare oggi la Scuola di Francoforte (2022).



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