La biografia o, per meglio dire, autobiografia, non è altro che un pretesto che l’autore utilizza per parlare d’altro. La usa come filo conduttore per trattare una serie di argomenti e temi sui quali esprime la sua opinione e il suo punto di vista. È chiaro che è un’ottica tutta sua, con la quale si può essere d’accordo o meno. Ma la narrazione non risulta mai banale.
Livio Bianchi, abruzzese, marsicano per essere più precisi, con un desiderio di scrivere mai appagato — vuoi per una gioventù tribolata, vuoi per un grande amore che gli ha pervaso la vita, ma che ora non c’è più — giunto alla terza età, può finalmente dedicarsi alla scrittura. Scrittura che risulta piacevole, con uno stile scorrevole ma non frivolo. Uno stile dove si intravede l’ironia, la serietà e quel tanto di umorismo che rendono gradevole lo scritto.




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