La storia di Mirella Gregori, per chi ha avuto la volontà di conoscerla e approfondirla (e parlo di volontà non a caso, vista l’oggettiva difficoltà a discernere tra fatti e ipotesi bizzarre) e per chi vorrà farlo davvero adesso, lascia in balia di terribili domande e supposizioni, ma anche di un senso di colpa indiretto, da parte chi (tanti, quasi tutti) aveva sentito parlare della sua storia, ma non ne conosceva i dettagli e l’aveva sempre collegata a vicende di portata ben più ampia, come se Mirella fosse sempre stata una semplice comparsa della vita di qualcun altro.
Ma non lo era, non lo era per mamma Vittoria, per papà Paolo, per la sorella maggiore Antonietta e per l’allora fidanzato di quest’ultima Filippo. E non è giusto né accettabile che lo sia e lo sia stata per la giustizia e per chi ha curato le indagini sulla sua scomparsa; non è giusto perché Mirella poteva essere la figlia, la sorella l’amica di ognuno di noi.
Mirella era una figlia amata e coccolata, la piccola di casa, colei che con la propria sparizione ha lasciato un’intera famiglia in preda a un dolore che non si riesce a immaginare né a descrivere. E, soprattutto, ha lasciato tutti coloro che la amavano profondamente senza risposte. Mirella è tutt’ora sparita nel nulla.
Sinossi. Roma, 7 maggio 1983. Un sabato pomeriggio come tanti. Mirella Gregori, 15 anni appena, è in casa con i suoi genitori. Il suono del citofono, Mirella risponde, parla pochi secondi e poi dice alla mamma che la sta aspettando un amico. Scende le scale e non farà più ritorno. Tutte le ricerche da quel momento non porteranno a nulla e l’angoscia per quella scomparsa accompagnerà per sempre la famiglia Gregori. Il racconto di questo percorso infinito e doloroso diventa la cronaca di un ricatto contro una famiglia che ha dovuto subire un macabro rituale disseminato di indizi e sospetti che hanno legato il destino di Mirella a quello di Emanuela Orlandi. Mauro Valentini riscrive la storia di questa scomparsa con gli occhi di chi l’ha vissuta sulla propria pelle, attraverso i ricordi della sorella Antonietta e la lettura ragionata dei fatti e dei tanti indizi lasciati tra le dita dei suoi familiari, per ricomporre un puzzle senza incastri che ha coinvolto a vario titolo Papa Wojtyla, Sandro Pertini, Alì Agca e i servizi segreti.

