Il libro è un tributo alle radici della città natale dell’autore e all’istituzione educativa che ha plasmato il suo percorso. Diviso in tre parti, affronta il tema dell’essere “lasciato indietro”, dall’esperienza personale dell’autore alle cause individuali e sociali di questo fenomeno, fino alla resilienza come strumento per superarlo. Fornisce consigli pratici e esempi per affrontare le difficoltà e si conclude con un messaggio di speranza e incoraggiamento per chi si sente escluso o abbandonato.
Dino Tropea ha superato numerose sfide, crescendo senza un padre e trovando ispirazione nel volo. Dopo aver ottenuto diversi brevetti di pilota e aver navigato per oltre tredici anni su navi militari, ha acquisito esperienza come operatore subacqueo e ha svolto ruoli di responsabilità a bordo. Successivamente, ha lavorato presso strutture di eccellenza della Difesa e ha contribuito attivamente all’addestramento presso diversi centri NATO, dove condivide le sue conoscenze con i suoi discenti. Nonostante le difficoltà personali, ha trovato gioia nella sua relazione con Alice e nel ruolo di padre, dimostrando che la “Felicità non dipende dalle Circostanze ma dal Cuore”.




Patrizia Riello Pera –
Lasciato Indietro di Dino Tropea: un viaggio di riflessione e rinascita
Sei pronto per un’esperienza di lettura che ti travolgerà e ti inviterà a guardare dentro te stesso? Lasciato Indietro, l’ultima opera di Dino Tropea, è un libro che va oltre le parole: è un vero e proprio viaggio emotivo che ti cattura fin dalla prima pagina.
Dino Tropea, con la sua scrittura intensa e sincera, ci guida attraverso un mosaico di storie che parlano di dolore, speranza e, soprattutto, di rinascita. Ogni capitolo è un invito a riflettere sulle difficoltà della vita e sulla forza che risiede in ognuno di noi per rialzarci dopo una caduta. Non è solo un libro da leggere, ma un’opportunità per confrontarci con le nostre fragilità e riscoprire il coraggio che spesso dimentichiamo di avere.
L’autore utilizza uno stile diretto e coinvolgente, trasformando la narrazione in un dialogo intimo con il lettore. È come se Dino ci parlasse come un amico fidato, rivelando verità profonde che risuonano in ognuno di noi. Le sue parole scorrono con una leggerezza sorprendente, mentre affrontano tematiche complesse che ci toccano nel profondo.
La forza di Lasciato Indietro risiede nella sua autenticità. Ogni pagina è intrisa di emozioni genuine, capaci di risvegliare ricordi e domande che spesso rimangono sepolte. Questo libro è un invito a vivere l’esperienza della lettura come un momento di crescita personale, un percorso che ti porterà a trasformare le tue cicatrici in segni di consapevolezza e resilienza.
Se sei alla ricerca di un libro che non si limiti a intrattenerti, ma che ti accompagni lungo il cammino della vita, Lasciato Indietro è la scelta perfetta. Preparati a lasciarti conquistare da una narrazione che parla direttamente al cuore e che ti lascerà con una nuova prospettiva sul tuo viaggio personale.
Non perdere l’occasione di immergerti in questa esperienza straordinaria: Lasciato Indietro è più di un libro, è un compagno di viaggio.
Maria Tedeschi –
Il libro è autobiografico, si apre con una dedica alle persone care dell’autore: a sua madre, alle figlie Onda e Nebula, alla sua famiglia, alla sua compagna Alice, alla città natale (Catania) e infine all’istituto aeronautico che ha frequentato da ragazzo. Molto bella é l’introduzione. L’autore apre il suo cuore rivolgendosi alla figlia, le chiede se si è mai sentita abbandonata e inizia così a intraprendere di viaggio interiore che gli permetterà, come la fenice, di risorgere dalle ceneri. Tutti noi abbiamo lasciato indietro qualcuno/ qualcosa a causa di alcune circostanze ma anche noi siamo stati lasciati indietro a nostra volta. Il messaggio più profondo che il libro convoglia, credo sia che, nonostante le difficoltà, le sofferenze, ci può essere una rinascita, un viaggio verso la resilienza che dobbiamo intraprendere. I numerosi capitoli, molto piacevoli, scandiscono le tappe principali della sua vita: l’amicizia, l’amore della prima fidanzatina, la prima avventura all’estero, le altre tante avventure, il trasferimento a Roma, la ricerca di un nuovo amore una volta tornato single all’età di cinquanta anni. Dopo tanti lupi vestiti da agnello incontrati sul suo cammino, finalmente Alice e il loro primo ballo e tanti altri ricordi significativi. L’autore mette in rilievo l’importanza di lavorare sulla propria autostima e di creare reti di supporto sociale per generare una comunità accogliente e solidale. L’esperienza del singolo diventa universale con un’ accezione positiva perché “ il meglio deve/ può ancora arrivare” per tutti.”
Daniela Colombo –
Il libro di Dino Tropea è un libro profondo, sincero, e toccante. Un libro autobiografico, con coraggio l’autore non si risparmia a mettere, nelle mani dei lettori, le sue più profonde fragilità e insicurezze. È un libro estremamente umano, leggendolo, ciascuno di noi, ci si può ritrovare. Il sentirsi accettati, accolti e amati sono bisogni primari per l’uomo, ma tutti noi, nell’ arco della nostra vita, ci siamo ritrovati nell’essere “lasciati indietro”, e forse siamo stati “lasciati indietro” proprio dalle persone che amiamo di più o da quelle che dicono di amarci. Indipendentemente dal ruolo che ricopriamo, l’essere lasciati indietro, crea un vuoto interiore di emarginazione, di invisibilita’ e di solitudine. Dino Tropea tutto questo lo ha vissuto, ed è riuscito attraverso il suo libro a rendeci partecipi delle sue emozioni. Un libro empatico che suscita di conseguenza una forte empatia nei confronti dell’autore. Dino Tropea, proprio perche’, lasciato indietro, capisce, lotta e si rialza, ci apre la porta alla Speranza, che nulla è perduto se continuiamo ad amare, nonostante le avversità della vita, che nulla è perduto se continuiamo a lottare. La resilienza è forse la principale forza che traspare in questo libro. Dino è riuscito a catapultarmi nel suo mondo e il mio mondo si è mescolato al suo, perché, come tutti, anche io sono stata lasciata indietro, e le parole lette nel libro di Dino sono diventate anche le mie.
Daniela Zaghini –
Un libro in cui tutti possono ritrovarsi, perché tutti possono riconoscersi.
Da leggere per trovare in ognuno di noi la forza di reagire.
La prima cosa su cui ci si sofferma affrontando questo libro è proprio il titolo. Due parole che nella vita di ognuno spesso si incontrano. Tante volte si lascia indietro un lavoro non urgente o meno importante di altri; si può lasciare indietro uno scolaro che non arriva al top come il resto della classe; si lascia indietro, in un gruppo, una persona fastidiosa; si lascia indietro ciò che si spera di poter demandare ad altri…
Certo, rileggendo questi esempi, chi lascia indietro non ne esce con una bella immagine. La verità è che nessuno vorrebbe mai essere lasciato indietro, sentirsi escluso da una situazione o da qualcuno.
L’autore si presenta a noi, come adulto di successo, addestratore militare che conosce bene l’importanza del non lasciare indietro qualcuno. Tutti devono sentirsi incoraggiati a fare, a dare il meglio di sé e questo vale tanto nel campo militare quanto in ogni altro aspetto della vita: scuola, lavoro, famiglia,
Dino Tropea, in questo libro, si racconta con un’autobiografia ricca e dettagliata; accosta al suo ruolo di militare il lato umano e ci espone, quanto si possa soffrire nel sentirsi messi da parte da un padre che non ha esitato ad abbandonare la famiglia. Sono colpi pesanti, sofferenze profonde e riuscire a riemergere è sicuramente segno di forza e di carattere aiutato in questo, anche dalla presenza rassicurante della madre e del fratello.
Ma il racconto continua. I momenti di sconforto non mancano ma non è questo il momento di raccontarli se non si vuole svelare troppo del contenuto.
Sicuramente la sofferenza più grande è quella dell’ultimo abbandono subito. Dopo la separazione dalla moglie, l’autore si vede rifiutato anche dalla figlia con la quale ha avuto per lunghi anni un rapporto intensamente affettivo. Non ci dice quali siano i motivi intrinsechi di questo allontanamento, forse per pudore, forse per rispetto dell’altra parte, ma le lettere accorate che scrive alla figlia e che riporta nel libro ci fanno intuire che, probabilmente, tutta l’opera altro non è che una dolcissima dichiarazione d’amore verso una figlia che spera di poter riavvicinare e da cui desidera ardentemente essere riaccettato come padre e non solo come genitore.
Pur ancora una volta, duramente colpito non si lascia abbattere, trova la forza di reagire, di cercare alternative positive per poter ancora sorridere alla vita.
Alcune convinzioni, espresse in questo libro sono sicuramente condivisibili, anche se guardandoci attorno sembrano più speranze o sogni non sempre realizzabili.
“L’amore vince sempre sull’odio” è una di queste affermazioni. Anche l’autore, però, lo afferma con la forza della speranza, lo grida alla figlia per ritrovarne l’affetto di cui si sente derubato.
Molto più veritiera forse è l’affermazione seguente: la determinazione può trasformare le difficoltà in risorse. Se così non fosse vivremmo schiacciati e oppressi dagli ostacoli che la vita ci pone davanti.
Un altro argomento che Dino Tropea tratta in modo approfondito nel suo libro è l’aspetto psicologico della sofferenza; lo stress visto come una vera malattia anche se purtroppo troppo spesso viene sottovalutato, forse perché si pensa che non ci sia, in concreto e nell’immediato, nulla da fare se non aver pazienza e lasciar passare del tempo.
Un’ipotesi che mi ha affascinato, anche se in Italia, per quanto io riesca a vedere, mi sembra ancora utopistica, è la presenza dello psicologo di famiglia che dovrebbe lavorare affiancandosi e collaborando col medico di famiglia. Tropea ci dice che questa realtà esiste già in altri Paesi. Sarebbe una ricchezza riuscire un domani ad averlo anche in Italia!
In conclusione, un libro che offre molti spunti di riflessione, sia di carattere umano che sociale, un libro scritto con uno stile formale ma dove il cuore non si lascia sopraffare. La mente e il cuore insieme per un’opera di valore.
Il blog di Sabrina –
Lasciato Indietro, l’opera di Dino Tropea, pubblicata da Armando Editore, rappresenta un percorso, che è poi quel viaggio della vita che ciascuno di noi inizia, un percorso interiore, fatto di ostacoli a volte quasi insormontabili. La vita di Dino (in arte Phoenix, cioè Fenice) è una vita movimentata, tempestuosa, come le onde di quel mare che ha deciso dovesse far parte della sua vita.
Dino nella vita fa il Marinaio, con tanto Rispetto, Orgoglio e Onore, ha un trascorso di momenti belli e brutti come tutti, una famiglia dominata dalle donne e anche dal blu… Il blu degli occhi, del mare dell’Uniforme, quella con la quale si è sposato, un insieme di valori che difficilmente saranno mitigati dalle difficoltà, anzi emergono sempre proprio in quei momenti bui che sembrano cancellare tutte le emozioni.
In questo libro c’è una dedica per tutti, per le figlie, per la donna amata, per la mamma, pilastro fondamentale nella vita dell’autore, per la famiglia di un tempo e per la nuova famiglia, e poi anche una dedica per tutti coloro che rimangono indietro. Allora Dino, quando vede le ingiustizie, vorrebbe tanto possedere una bacchetta magica per non far rimanere indietro nessuno.
Lasciato indietro sembra un manuale di sopravvivenza, quasi un percorso di guerra, quando nei momenti critici non sai come fare, allora prova a vedere quella luce in fondo al tunnel, dice l’autore in una meravigliosa lettera alla figlia. Il suo impegno è quello di vivere una vita con l’impegno massimo per il sociale, aiutando gli altri, per far emergere le situazioni di difficoltà, in modo che nessuno debba rimanere indietro. L’autore vive, nasce, muore interiormente e rinasce, come la Fenice dalle proprie ceneri, perché in fondo la voglia di felicità e di vita è più forte di qualsiasi problema e di qualsiasi ostacolo. Un insegnamento alle giovani generazioni, che poco o nulla sanno di quei grossi sacrifici serviti a far vivere bene anche loro, un punto di partenza che rinasce da un punto di arrivo: quelli lasciati indietro li possiamo trovare ad ogni angolo della strada, ci dice l’autore, negli ospedali, tra gli anziani, nelle nostre famiglie, in ufficio… ma se ciascuno di noi diventa un cittadino eticamente impegnato e responsabile, forse quell’utopia di creare un mondo migliore diventa realtà!
Salvatore Fazio –
Dino Tropea, giornalista e scrittore catanese, con il suo volume edito da Armando Editore, compie un’operazione chirurgica sulla memoria e sul presente. Il titolo, Lasciato Indietro, risuona come un’eco metallica, un monito che interroga chiunque abbia mai sentito il morso del tempo che corre più veloce della nostra capacità di comprenderlo.
La Catania di Tropea: Oltre il Barocco
Condividere con l’autore la città di nascita, Catania, significa leggere tra le righe di queste pagine il calore del basalto dell’Etna e quella brezza salmastra che non è solo atmosfera, ma un modo di stare al mondo. Tropea non si limita a descrivere; egli scava nelle pieghe di una sicilianità autentica, fatta di sguardi non detti e di una profonda, a volte malinconica, consapevolezza di ciò che è andato perduto.
Per chi, come noi, condivide la passione per la moto, questo libro assume una dimensione ulteriore. La scrittura di Tropea ha lo stesso ritmo di un motore ben accordato:
• La Prospettiva: Come in sella, la visione del mondo è senza filtri, esposta alle intemperie e alla bellezza cruda del paesaggio.
• Il Senso del Distacco: “Lasciato indietro” è ciò che facciamo a ogni colpo di acceleratore, ma nel libro di Tropea diventa un’indagine su ciò che portiamo nel bauletto dell’anima e ciò che, inevitabilmente, decidiamo di abbandonare a bordo strada.
• L’Equilibrio: C’è una tensione costante tra la velocità del giornalismo e la lentezza meditativa della letteratura, un equilibrio dinamico che ricorda la piega perfetta in una curva dell’Etna.
Perché Leggerlo?
Lasciato Indietro non è un libro di nostalgia passiva. È un’opera di resistenza civile e umana. Dino Tropea usa la parola come un faro che illumina quelle zone d’ombra della società e dell’individuo che spesso preferiremmo ignorare. Un’opera necessaria per chi non teme di guardare nello specchietto retrovisore della propria vita, consapevole che per andare avanti, a volte, bisogna fare i conti con ciò che abbiamo lasciato chilometri fa.