Questa breve opera comprende alcuni profili di donne che in epoche storiche, ambienti sociali, paesi diversi hanno vissuto le loro esperienze esistenziali, quasi sempre segnate da ingiuste sofferenze loro inflitte da pregiudizi e intolleranza. Il motivo della raccolta è emblematicamente espresso nell’invocazione – riportata in apertura del libro – che Pia dei Tolomei rivolge a Dante: ottenere che si faccia memoria di una vicenda umana, non per avere vendetta o riparazione, ma perché rimanga vivo il ricordo di un’esistenza iniquamente travagliata. A questo fine il lettore è invitato ad accogliere la memoria di eroine quali, tra le altre, Isabella di Morra, Giovanna di Castiglia (Juana la Loca), Maria Teresa di Lamballe, Manon Roland (la Musa dei girondini), Carlotta Corday e Anna Achmatova, Sofia Scholl, Edith Bruck.
Enrico Longo, nato a Torino il 2 agosto 1936, laureato in giurisprudenza presso l’Università degli studi La Sapienza di Roma. Entrato, in seguito a pubblico concorso nei ruoli della Presidenza del consiglio dei ministri nel 1964, con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Presidente del Consiglio pro tempore il 7 settembre 1993 venne nominato Dirigente Generale. Con tale qualifica diresse dal 1993 sino al suo collocamento a riposo l’Ufficio per il diritto d’autore e la promozione delle attività culturali, all’epoca facente parte del Dipartimento per l’informazione e l’editoria della P.C.M. Ha svolto a seguito di regolare incarico attività di docenza presso la Scuola superiore della Pubblica Amministrazione.




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