Il fulcro di questo libro è rappresentato da oltre dieci anni di dialogo autentico con tante persone che hanno sperimentato traumi, sofferenza, oppressione. Da ciò è scaturito un costante e travagliato lavoro catartico dell’autrice, per offrire al lettore essenziali riflessioni e strumenti per resistere, ricostruirsi.
| Anno di Edizione | |
|---|---|
| Area tematica | |
| Autore | |
| Collana | |
| Numero di Pagine |
1 recensione per Ricostruire persone
Aggiungi una recensione Annulla risposta
Devi effettuare l’accesso per pubblicare una recensione.
| Anno di Edizione | |
|---|---|
| Area tematica | |
| Autore | |
| Collana | |
| Numero di Pagine |




fernandoesposito (proprietario verificato) –
Con quest’opera, la dott.ssa Eleonora Pochi ha il pregio di scandagliare le nostre fragilità, di liberare le persone dalla gabbia delle etichette invalidanti e di offrire (e non è poco) spunti per elaborare e approfondire strategie di intervento utili per i professionisti del settore sociale e, più in generale, della “cura” e dell’“aiuto”.
L’autrice non si sottrae, fin dalle prime pagine del libro, a far emergere e a raccontare il suo personale e complesso vissuto, avendo il merito, con tono privo di retorica e compassione, di trasmettere e restituire al lettore un’autentica empatia. Attraverso quest’iniziale esercizio catartico, quasi necessario per la scrittrice, il libro si snoda narrando le storie traumatiche, vissute in prima persona, di donne e uomini, in particolare bambine e bambini, vittime di maltrattamenti, abusi e disagio psicologico, dapprima nella striscia di Gaza, dilaniata da un perenne conflitto, e successivamente nel territorio di Amatrice, sconvolto dal sisma del 2016.
La scrittrice si racconta e riporta le esperienze drammatiche e le contraddizioni della nostra epoca, senza alcuno sguardo pietistico, denunciando le criticità e le falle del sistema di governance del welfare e trasmettendo al lettore la consapevolezza di poter porsi quale autentico agente di cambiamento soltanto attraverso una completa immersione nella realtà, affrancandosi da logiche meramente procedurali e prassi amministrative, e mediante un’approfondita conoscenza degli strumenti e dei metodi (la cosiddetta “cassetta degli attrezzi”) afferenti alla professione. Risulta imprescindibile, secondo l’autrice, avere una visione globale dei fenomeni, analizzando mediante dati e statistiche gli effetti distorsivi del modello capitalista che ha causato il proliferarsi di disuguaglianze sociali ed economiche, per ripensare e ricostruire un modello di società improntata alla sostenibilità e ispirata da un autentico spirito di solidarietà, scevro da personalismi e manie di presenzialismo, di cui, come talvolta evidenziato anche dall’autrice, si nutre il mondo del volontariato.
Il libro mostra, pertanto, che la relazione d’aiuto si fonda su un approccio olistico e che per ciascun professionista non può esaurirsi e svilirsi unicamente nel rapporto bilaterale professionista – persona/famiglia giacché l’operato quotidiano, seppure sia laborioso, silente ed estenuante, deve contraddistinguersi e riconoscersi nell’alveo di un sistema di rete locale, comunitario e globale.
Insomma, “Ricostruire persone. Prove tecniche di resistenza” può rappresentare sicuramente una bussola, una mini guida per gli operatori sociali e per tutti coloro sono dotati di quell’“intelligenza emotiva” ma soprattutto per accogliere le proprie fragilità, riconoscere le aspirazioni insite in noi stessi e la naturale irrisolutezza che ci permea e che diviene presupposto imprescindibile per ricongiungersi all’alterità.