“A un certo punto della notte mi sono sentito chiamare, ho sentito le mani di qualcuno scuotermi per destarmi dal sonno. – Sono la vecchiaia! – Chi, non ti conosco, cosa vuoi, chi sei? – Da qualche mese sei entrato in un mondo diverso e insieme incominceremo un cammino che ci porterà verso la fine…- Quale fine, di che parli? …“Sono la vecchiaia, proseguiremo insieme un percorso che potrebbe essere breve o lungo, con acciacchi o senza sofferenza; magari molto lungo, senza malanni. Nessuno può saperlo in anticipo, nemmeno il più ricco di questo mondo… Dal momento che hai lasciato il lavoro la tua vita corre in un tempo che ci condurrà alla fine del nostro percorso… Ti prometto di starti vicino. Devi ubbidirmi! Magari nei primi momenti del nostro cammino alzerò il tono di voce per farmi ubbidire: ma sarai guidato con dignità. A mano a mano la mia voce la sentirai sempre più tenue, il mio tono sarà sempre più basso… Infine i tuoi occhi, le tue orecchie: Non mi vedranno più, Non mi sentiranno più… E io le ho risposto: – Ma io non ho tempo, devo conquistare una giovane sposina…
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