Irene e Riccardo sono due musicisti. Insegnano violino e pianoforte presso un Conservatorio in una città immaginaria, Borgonuovo, situata a qualche deci-na di chilometri da una Riviera altrettanto immaginaria.
Un giorno Livio Migliori, imprenditore rampante della carne in scatola, sale ai vertici di una Fondazione collegata al Conservatorio, che si occupa del restauro di antichi strumenti musicali. Assieme a lui c’è Giuseppe Silvestri, proprietario delle discoteche Slego Blu e Villa Felice, socio in affari e stimato da Livio più del suo stesso figlio Federico. Intanto Allegra, la figlia maggiore di Irene e Riccardo, comincia a frequentare Lodovico, figlio di Federico e nipote di Livio. Ma un segreto di famiglia incombe su di loro.
Monica Vincenzi è laureata in Pedagogia con indirizzo psicologico a Bologna, specializzata in Pedagogia Clinica e Mediazione Relazionale a Firenze presso ISFAR, dove ha svolto anche ruolo di docente sulle difficoltà di lettura. Ha insegnato Materie Letterarie nella scuola dell’obbligo statale. È iscritta agli Albi Italiano ed Europeo dei Pedagogisti Clinici ed esercita la professione. Ha pubblicato sulla rivista Il grande fiume di Cremona saggi sull’analisi simbolica dell’Arte. Ha pubblicato il saggio Finalmente Beatrice dedicato all’analisi simbolica della Divina Commedia e il romanzo-saggio Alle origini, dedicato ai copioni familiari. Con Armando Editore ha pubblicato tre saggi dedicati a Federico Fellini, la silloge poetica intitolata E allora mi sorprende l’armonia, i romanzi Onde, Congiunzioni geometriche e il saggio Deh perdona dedicato a Giuseppe Verdi.




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