Una squadra di Carabinieri indaga dopo un omicidio in terra di camorra negli anni ‘80. Ciò che era parso plausibile, probabile e verosimile si era rivelato un errore investigativo rendendo etica e dovuta la ricerca della verità. Fanno da corollario episodi curiosi che avrebbero potuto trovare luogo solo in quella realtà contraddittoria fatta di luci e ombre, bellezza e squallore, dove bene e male si incontrano e, a volte, si comprendono. Sono esplorati temi come il senso di giustizia, il contrasto di mentalità tra sud e nord e il difficile equilibrio tra la salvaguardia della Legge e la comprensione delle dinamiche sociali e umane. Il romanzo evidenzia il ruolo di quei Carabinieri, moderni “Pretoriani”, operatori di giustizia e custodi della Legge ma anche interpreti, con sentimento, delle diverse sfumature dell’animo umano.
Raffaele Fedocci, Carabiniere, figlio, padre e cognato di militari dell’Arma, è un profondo conoscitore dell’Istituzione e delle sue dinamiche. Laureato in Giurisprudenza, appassionato di Storia e Letteratura, ama il calcio e il baseball. È tifoso del Parma. Ha corso nove volte la maratona e ci tiene a dirlo. Ha una cagnolina Cavalier King tricolor chocolat che si chiama Mia.
Riconoscimenti
- Premio speciale – XVIII Premio Letterario Internazionale “Cosenza-Città Federiciana”, Sez. Narrativa
- Menzione d’onore – III Edizione Premio Letterario Nazionale “Parole e Vita”, Sez. Narrativa




Francesca Martino (proprietario verificato) –
Bellissimo libro. Mi ha colpito il modo in cui l’ autore è riuscito a intrecciare la trama gialla con gli episodi molto gustosi dei vari personaggi e i retroscena dei pensieri e delle scelte della squadra dei carabinieri, che certamente avvicinano chi non conosce quel mondo rendendolo più umano e meno istituzionale. L’ etica e i valori, che tanto mancano ai giorni nostri, rendono il tenente Bertoni e i suoi colleghi dei bei modelli.
Mi auguro che sia il primo di una serie, con gli stessi protagonisti o altri ancora.
cristinapapadopoulos (proprietario verificato) –
Un romanzo molto bello! Un romanzo raccontato in terza persona, una terza persona che entra nelle caserme dei carabinieri, nei loro dialoghi e nei loro pensieri, entra nei rioni e nelle case e nelle vite delle persone che affollano il romanzo, si esprime in un italiano elegante e allo stesso tempo semplice e mescolato a riflessioni e battute prese da una moltitudine di dialetti, che risultano facili da interpretare, perché familiari e così ironici e schietti da far parte della quotidianità anche del lettore che geograficamente non ne farebbe parte. Una narrazione intelligente e simpatica che restituisce una lettura piacevolissima! Questa terza persona che racconta e allo stesso tempo entra nel racconto, permette in questo modo al lettore di entrare anche lui a fare parte della storia nell’atto stesso di leggere: la scrittura è così autentica che sembra di assistere in prima persona ai fatti e di riconoscere le voci che parlano! E i fatti, che purtroppo sono delitti, alcuni moralmente esecrabili e raccapriccianti, sono compiuti e subiti e risolti non da personaggi di un racconto o di un atto giudiziario, ma da Persone, spesso persone che vivono una condizione di cortocircuito, in quanto nella vita sono abbandonate alla solitudine, il delitto lo commettono o lo subiscono da sole, sono sole ed in carcere o all’ospedale o all’obitorio vengono condotte sole, ma nella realtà sono circondate da una nube di individui dai volti anonimi, corresponsabili dei loro delitti e della condizione che ha permesso di attuarli, che purtroppo rimangono impuniti e che sono un terreno fangoso su cui le storie si dipanano. E questa realtà, a ventanni di distanza dai fatti narrati della guerra di camorra a Napoli, è purtroppo una caratteristica più comune e più estesa più di quanto si possa immaginare. Un altro fondamentale protagonista di questo romanzo è il profondo senso di Umanità, Solidarietà e Giustizia che lavora quotidianamente per sconfiggere quella “Solitudine ” e che restituisce dignità ai suoi personaggi, che si elevano alla dignità di persone, che hanno quindi bisogno di essere rese in primo luogo visibili, poi ascoltate e capite. Il tutto con un sorriso e con una leggerezza che rende la lettura piacevole e veloce!