“Lungo i boulevard parigini, infagottato nel cappotto di fine autunno, appostato dietro il tronco di un albero, goffamente nascosto dalle pagine del giornale per non
essere visto, non c’era il giovane Jean-Pierre Léaud, l’Antoine Doinel dei film di Truffaut, che durante uno dei suoi più improbabili lavori di investigatore privato inseguiva
le tracce fedifraghe di Delphine Seyrig, la donna incaricato di sorvegliare e della quale si era innamorato; dietro l’albero, dietro il giornale non c’era lui, ma un altro giovane, di poco più giovane, che scrutava tracce della vita davanti a sé.” Questo libro è la storia breve di una lunga passione. Che diventa lavoro e si dipana tra i muri della Mediateca pubblica di Napoli.
Pensieri di cinema e di letteratura, intessuti di ricordi personali e intrecciati con avvenimenti della città. Punteggiato dalla digressione, dall’ingrandimento, dalla visione d’insieme, dallo spostamento dello sguardo, il racconto rapsodico si fa cinema di parole, forse.
FRANCESCO NAPOLITANO. Napoletano per 68 anni e marsigliese da un anno in qua, Francesco Napolitano, tra i fondatori della Mediateca comunale Santa Sofia di Napoli, ne è stato direttore fino al 2021.
Le recensioni




lucianapennino1 –
A Francesco Napolitano dico “bravo, bravo, bravo”! Un bravo come scrittore, uno per aver costruito un pezzo bello della storia di Napoli, uno ancora per il coraggio nel superare la sua nota riservatezza, lasciando questa splendida quanto necessaria traccia.
Capace di miscelare nelle giuste dosi pubblico e privato, personale e professionale, intimo e manifesto, ha prodotto un risultato appassionato e appassionante come le biografie delle persone che lasciano il segno. La sua posizione gli ha permesso anche di “togliersi un po’ di pietre dalla scarpa”, con il garbo e l’educazione di chi è solido.
La fluidità del racconto, la simpatia di alcuni passaggi, la passionalità e la tenerezza di altri, mi hanno reso la lettura piacevolissima e mi ci hanno incollata. La cultura letteraria e cinematografica dietro le pagine che ha scritto, mai saccente e men che meno ostentata, riprova il suo spessore.
Per alcune persone sarà stato una rivelazione, per molte altre una conferma, comunque sia Francesco Napolitano ha confezionato un vero e proprio dono per lettori e lettrici che amano il meglio. Grazie!
puglieseugo –
Ho letto il libro di Francesco in un paio di giorni. Questo significa che o era troppo facile o era bello!
Da quello che ho letto ho avuto conferma della grande cultura cinematografica di Francesco. Mi sono ritrovato con l’idea che mi ero fatto negli anni della Mediateca: un’esperienza, un servizio pubblico utile per la città e portato avanti con grande passione, cura, competenza, creatività e direi anche abnegazione.
Mi ha incuriosito “spiare” nella sua vita privata da ragazzo e da adolescente.
Infine mi è piaciuto che l’autore non abbia taciuto le difficoltà, i piccoli e grandi fallimenti, gli errori, le incomprensioni, le marce indietro rispetto all’ “utopia”. Insomma viene fuori tutto il bello di questi “migliori anni” senza fare agiografia. Bravo!